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23 Nov

Hosting: a cosa serve e come funziona

Ad oggi sentiamo parlare sempre più spesso di hosting, domini, siti web. A volte queste parole vengono utilizzate impropriamente, senza saper bene di cosa si tratta. 

Se vuoi approfondire il significato di questi termini, allora sei nel posto giusto!

Conoscerne la corretta definizione serve soprattutto a capire come funzionano e come vengono impiegati questi strumenti. Solo in questo modo potrai scegliere il servizio che più si adatta alle tue esigenze.

In questo articolo verrà analizzato l’hosting, cercando di capire a cosa serva, come funzioni, quanti tipi ne esistono e come scegliere quello perfetto per te. Iniziamo!

 

Hosting: che cos’è?

Letteralmente, hosting significa padrone di casa. E’ perciò qualcosa che ospita. Nel nostro caso gli ospiti non sono altro che i siti web

Un hosting è infatti un servizio che consente di rendere disponibile un sito web online attraverso l’archiviazione di pagine web all’interno di un determinato server. 

La maggior parte degli hosting richiede però di avere – o di registrare – un dominio internet. Qualora tu non ne sia in possesso, i provider di web hosting danno la possibilità di acquistarne uno. 

L’hosting provider è infatti un fornitore di servizi di:

  • Hosting condiviso o hosting dedicato per i propri clienti che vogliono uno spazio sul web;
  • Hosting di siti web, utilizzati anche per ospitare file, giochi, immagini e contenuti simili. 

Si tratta di aziende che mettono a disposizione i propri server per essere utilizzati da parte di altri individui ed altre aziende che vogliono creare un sito web.

 

Come funziona 

Un hosting provider – anche chiamato web host – in sostanza non fa altro che affittare uno spazio dei suoi server ai suoi clienti, consentendo loro di poter inserire tutti i dati di un sito – dalle semplici pagine web ai contenuti multimediali. 

Ogni hosting rende perciò disponibili tutte le risorse dei suoi server fornendo spazio sulla CPU – disco fisico – memoria RAM e larghezza di banda. 

Questo cosa vuol dire? 

Significa che un hosting è composto da un’infrastruttura di rete davvero molto complessa e costituita da server potenti, che contemporaneamente sono in grado di gestire richieste anche di milioni di siti internet ospitati al loro interno

Cosa succede nella pratica? 

Ogni volta che digitiamo l’URL di un sito – o anche se ad esempio clicchiamo su un risultato Google – stiamo in realtà chiedendo a un web server di inviarci tutti i dati che sono necessari per visualizzare quella determinata pagina. Il compito di un hosting provider non è quindi solo quello di ospitare i dati di un sito web. L’hosting provider ha anche il compito di inviare questi dati agli utenti che ne fanno richiesta e nel minor tempo possibile. 

Un hosting serve quindi per: 

  • Caricare file di un sito – o di una web app;
  • Pubblicare un sito web e renderlo visibile a tutti gli utenti del mondo
  • Installare un CMS per gestire il sito – tra i più famosi abbiamo WordPress, Magento e Joomla;
  • Archiviare dati in uno spazio esterno al computer. 

 

Tutti i tipi di web hosting

Ad oggi la maggior parte dei web provider offre soluzioni diverse di hosting, per cercare di soddisfare tutte le esigenze dei vari clienti. 

Alcuni utenti vogliono infatti creare un proprio blog personale.  Altri, invece, hanno interessa ad avviare una loro attività online. Ogni utente, però, può scegliere l’hosting più adatto alle sue esigenze. 

Le opzioni più popolari per un Hosting sono: 

  • Condiviso
  • VPS (virtual private server)
  • Cloud
  • WordPress
  • Dedicato

Vediamole più da vicino. 

 

Condiviso:

E’ sicuramente quello più comune ed utilizzato, perché è un’ottima soluzione per i blog personali e la maggior parte delle piccole imprese. 

Con questo tipo di hosting viene condiviso un server con altri utenti. I siti web ospitati condividono quindi le stesse risorse, come ad esempio la memoria, la potenza di calcolo, lo spazio su disco, lo storage SSD e ancora molto altro. 

E’ una soluzione a basso costo che offre molti vantaggi, tra cui opzioni di server preconfigurati e pannelli di controllo molto intuitivi. 

 

VPS:

Quando si utilizza un VPS si condivide un server con altri utenti. Quello che cambia rispetto a uno condiviso è che l’hosting web alloca una partizione che è completamente separata su quel server. Tutto ciò si traduce nell’avere uno spazio su un server dedicato e una quantità riservata sia di risorse che di memoria. 

Un hosting di questo tipo rappresenta un’ottima soluzione per le medie imprese che possiedono diversi siti web ed hanno un traffico in crescita. 

 

Cloud:

Rappresenta una soluzione molto affidabile. 

L’host fornisce un cluster di server, e quando uno di questi server è occupato o ha un problema il traffico viene subito veicolato su un altro server nel cluster. 

Questo si traduce in tempi di inattività nulli – o comunque minimi. Ottimo per siti web con un traffico molto alto. 

 

WordPress:

Questa tipologia di hosting è creata appositamente per i proprietari di siti WordPress. 

Il server è infatti configurato per WordPress e il sito viene dotato di plugin preinstallati per le attività fondamentali – come la sicurezza. 

 

Dedicato:

Avere un hosting dedicato vuol dire avere un server fisico che è dedicato esclusivamente al tuo sito web. In questo modo si ha un’incredibile flessibilità sul come gestirlo. 

E’ possibile configurare il server come più si desidera. Con la possibilità di scegliere il sistema operativo e il software che si vuole utilizzare in base alle proprie esigenze. 

 

Come scegliere quello giusto per te 

Come avrai intuito, scegliere l’hosting giusto non è facile. Oggi sono tante le soluzioni proposte e gli elementi che devi considerare sono molti. 

Studiare e analizzare le necessità del proprio sito è fondamentale, perché influisce sulla scelta del tipo di hosting.

Ospitare un sito Web statico di una piccola realtà è diverso dal dover gestire un hosting per un eCommerce – magari conosciuto in tutto il mondo. Nel primo caso è consigliabile puntare su una soluzione intuitiva e dal costo contenuto, mentre nel secondo caso bisogna prendere in considerazione la flessibilità e le performance.

La sola valutazione economica ad esempio potrebbe fuorviare e rendere sterile la progettazione del sito, portando anche ad alcuni problemi in futuro – come la gestione di grandi volumi di traffico. 

Infine tra i parametri cruciali vi sono sicuramente RAM, CPU e spazio su disco, necessariamente da valutare con primaria importanza.

 

Perché scegliere Webhosting24

Amiamo definire Webhosting24 come una nostra piattaforma “fai da te” per hosting, domini e eCommerce.

In pochissimi click è possibile creare il tuo sito web, ma anche impostare email e gestire il tutto tramite il nostro pannello di controllo e CMS.

Webhosting24 offre infatti un semplice cloud hosting adatto a soddisfare tutte le tue esigenze. Inoltre ogni tipo di servizio hosting fornito è ulteriormente ottimizzato con modifiche alle prestazioni uniche!

I nostri punti di forza sono:

  • trasparenza
  • intuitività e semplicità degli strumenti
  • sicurezza
  • assistenza 

 

Tutte le soluzioni che cerchi in un semplice click. Per maggiori informazioni: www.webhosting24.it  

21 Giu

Capire nginx $request_uri

Poiché noi stessi ci siamo imbattuti spesso in questa domanda, ho deciso di scrivere un breve articolo sulla gestione di $request_uri di nginx. Secondo la documentazione ngx_http_core_module, la variabile è definita come:

full original request URI (with arguments)
(URI della richiesta originale completa (con argomenti)

Esempi pratici di $request_uri

Anche se questo sembra chiaro a prima vista, non è ben definito. Abbiamo fatto alcune prove e possiamo spiegarlo meglio con esempi usando casi reali:

  1. Per l’URL:
    https://www.webhosting24.it/capire-nginx-request_uri/
    la variable nginx $request_uri è popolate come segue:
    /capire-nginx-request_uri/
  2. Per l’URL:
    https://console.webhosting24.com/cart.php?a=add&domain=register
    la variabile nginx $request_uri è popolata come segue:
    /cart.php?a=add&domain=register
  3. Per l’URL:
    https://www.w3.org/Protocols/rfc2616/rfc2616-sec3.html#sec3.2
    la variabile nginx $request_uri verrebbe comunque popolata solo come segue:
    /Protocols/rfc2616/rfc2616-sec3.html
    poiché #sec3.2 è solo un frammento/commento/ancora e non fa parte dell’URI.

In poche parole, $request_uri contiene il percorso completo (/capire-nginx-request_uri/ nell’esempio 1 o /cart.php nell’esempio 2 sopra) e qualsiasi stringa di argomento presente (“?a=add&domain=register” nell’esempio 2 sopra), ma esclude lo schema (https:// e la porta (implicita 443) in entrambi gli esempi sopra) come definito da RFC per l’URL:

http_URL = "http(s):" "//" host [ ":" port ] [ abs_path [ "?" query ]]

Uniform Resource Identifiers

(Identificatori di risorse uniformi)
Negli RFC gli URI hanno molti nomi: indirizzi WWW, Universal Document Identifier, Universal Resource Identifier e infine la combinazione di Uniform Resource Locator (URL). Per quanto riguarda HTTP, gli Uniform Resource Identifier sono semplicemente stringhe formattate che identificano, tramite nome, posizione o qualsiasi altra caratteristica, una risorsa.

Ulteriori fonti:
https://www.w3.org/Protocols/rfc2616/rfc2616-sec3.html#sec3.2
http://nginx.org/en/docs/http/ngx_http_core_module.html#var_request_uri